AGI – In Brasile migliaia di sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno assaltato i palazzi del potere. Le immagini che arrivano dalla capitale Brasilia sono impressionanti e ricordano quelle dell’assalto al Campidoglio negli Stati Uniti, avvenuto esattamente due anni fa. 

La folla è riuscita a irrompere nel Parlamento sfondando i cordoni di sicurezza e devastando gli arredi. I rivoltosi hanno assaltato anche il palazzo presidenziale e la sede del Tribunale Supremo Federale che si trovano a due passi.

| AHORA: Congreso Nacional de Brasil: pic.twitter.com/RYm4px3A8X

— Alerta News 24 (@AlertaNews24)
January 8, 2023

Numerosi video girati dagli stessi manifestanti, pubblicati sui sociali e ripresi dai media, mostrano persone in un’aula del Senato vandalizzata. All’esterno una marea umana con la maglietta della nazionale di calcio o una bandiera nazionale sulle spalle. La polizia sembra ora aver ripreso il controllo della situazione, eseguendo circa 150 arresti, secondo quanto riportano i media, ma sono state ore di follia

Manifestantes bolsonaristas furaram um bloqueio e invadiram a Esplanada em Brasília na tarde deste domingo (8) #CNNBrasil360 pic.twitter.com/9ExwiA3APy

— CNN Brasil (@CNNBrasil)
January 8, 2023

Il presidente Lula, che al momento dell’assalto si trovava nella citta’ di Araraquara, devastata da un’alluvione, ha tenuto una conferenza stampa in diretta televisiva annunciando di aver decretato un “intervento federale” che pone tutte le forze di sicurezza presenti a Brasilia sotto il controllo di una persona nominata dallo stesso Lula, Ricardo Garcia Capelli, il quale riporta direttamente al presidente e puo’ impiegare “qualsiasi corpo, civile o militare”, per il mantenimento dell’ordine.

Quello che hanno fatto questi vandali, questi fanatici fascisti non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Chi ha finanziato (queste manifestazioni, ndr) paghera’ per questi atti irresponsabili e antidemocratici”, ha tuonato il capo dello Stato attaccando anche la “polizia incompetente e in malafede” del Distretto Federale, ovvero di Brasilia.

“Troveremo tutti questi vandali e saranno tutti puniti”, ha aggiunto Lula, che ha prestato giuramento come presidente solo una settimana fa e che sta tornando adesso nella capitale. “Potete stare certi che non succedera’ piu’, scopriremo chi ha finanziato tutto questo”, ha concluso prima di lasciare Araraquara.

Un policier de la garde montée tabassé par des partisans de #Bolsonaro #Brasil #Brésil pic.twitter.com/CcPGDrQ9Bs

— Antoine Llorca (@antoinellorca)
January 8, 2023

I sostenitori di Bolsonaro non accettano la vittoria di Lula alle ultime presidenziali e già il giorno dopo le elezioni del 30 ottobre si erano accampati davanti al quartier generale dell’esercito. Bolsonaro, che non si e’ mai congratulato con Lula per la sua vittoria, non ha ancora commentato i fatti. Ha lasciato il Brasile il 30 dicembre scorso per recarsi in Florida disertando la cerimonia del passaggio di consegne con Lula.

Seguidores de Bolsonaro toman el Congreso de Brasil e intentan ocupar la sede del gobierno y el Tribunal Supremo Federal, con la connivencia policial y pididendo un golpe de Estado militar.

¡América Latina necesita desmilitarización y desnazificación!pic.twitter.com/k4e1tIIjvw

— Inurri Gorria (@TxindurriG)
January 8, 2023

A novembre suo figlio Eduardo aveva tuttavia pubblicato un video messaggio in cui Steve Bannon, storico consigliere di Donald Trump, esponente dell’ultra destra americana, sosteneva che le elezioni in Brasile erano state rubate e invitava la gente a scendere in piazza.

“Sarà molto interessante – aveva detto – vedere come si sviluppa”. “Quando decidono di mettere tutto in digitale – aveva aggiunto – è solo per un motivo: voglio rubare le vostre elezioni, come è successo qui negli Stati Uniti”. Le reazioni di condanna internazionali sono arrivate senza indugio, dagli Stati Uniti alla Francia, dall’Italia all’Ue.

 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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