AGI  – L’Unione Europea è “sconvolta” dalle esecuzioni di Mohammad Mehdi Karami e Seyyed Mohammad Hosseini, condannati a morte e impiccati stamattina in Iran perchè ritenuti colpevoli dell’uccisione di un paramilitare nel corso delle proteste contro il regime di Teheran.

Nabila Massrali, portavoce del capo della diplomazia europea Josep Borrell, denuncia in una nota il “nuovo segnale di repressione violenta delle manifestazioni” ed “esorta nuovamente le autorità iraniane a mettere termine immediatamente alla pratica altamente riprovevole di pronunciare ed eseguire condanne a morte contro i manifestanti”, nonchè ad “annullare senza indugio le recenti condanne a morte già pronunciate nell’ambito delle manifestazioni”. 

“Oggi ho chiesto una reazione europea e globale più forte al regime iraniano”,  scrive su Twitter la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Un regime in cui si giustiziano cittadini che chiedono rispetto per le donne, la vita e la libertà. Un regime che fornisce droni usati per uccidere gli ucraini. Un regime che il mondo deve ritenere responsabile”. 

due uomini sono stati giustiziati dopo essere stati giudicati colpevoli di aver ucciso un paramilitare nelle proteste scatenate dalla morte della 22enne Mahsa Amini.

“Mohammad Mahdi Karami e Seyed Mohammad Hosseini, i principali autori del crimine che ha portato al martirio di Rouhollah Ajamian, sono stati impiccati questa mattina” di sabato, ha riferito Mizan Online.

I due uomini sono stati accusati di aver ucciso Ajamian, membro della milizia Bassidji, legata ai Guardiani della Rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran. I fatti risalgono al 3 novembre scorso e sono avvenuti a Karaj, a ovest di Teheran. Il tribunale di primo grado ha condannato a morte i due uomini il 4 dicembre e il 3 gennaio la Corte suprema iraniana ha confermato le condanne a morte

“Negati i diritti legali” 

Come per le precedenti esecuzioni capitali di manifestanti in Iran, anche per i due giovani Mohammad Mahdi Karami e Seyed Mohammad Hosseini, impiccati questa mattina per aver ucciso un paramilitare durante le proteste anti-regime, “non sono stati rispettati i diritti legali più elementari“. Lo hanno denunciato alcuni avvocati iraniani, come riporta la Bbc in farsi. 

“Per quanto riguarda la loro esecuzione, non c’è spazio per una discussione legale, in quanto sono stati privati del diritto minimo di scegliersi un avvocato”, ha scritto su Twitter  l’avvocato Ali Mojtahedzadeh. 

Sempre su twitter, il legale Mohammad Hossein Aghasi, a cui il tribunale ha rifiutato la richiesta di difendere Karami in tribunale, ha denunciato che al giovane non è stato permesso di incontrare la famiglia prima dell’impiccagione.

Le star di Hollywood: “Basta esecuzioni”  

Cate Blanchett, Jason Momoa, Samuel L. Jackson, Jada Pinkett Smith e Bryan Cranston sono tra gli oltre 50 attori e rappresentanti dell’industria dell’intrattenimento mondiale scesi in campo per sostenere pubblicamente la campagna che chiede di porre fine alle esecuzioni capitali di manifestanti anti-regime in Iran.

Bryan Cranston, Cate Blanchett, Jason Momoa, Jurnee Smollett, Olivia Wilde and many more stars from across Hollywood are calling for the end of executions in Iran #StopExecutionsInIran pic.twitter.com/O2i4uP7BCj

— The Hollywood Reporter (@THR)
January 6, 2023

In un videomessaggio diffuso sui social – ideato e prodotto dalla sceneggiatrice iraniano-americana Nicole Najafi, dalla regista, scrittrice e produttrice Ana Lily Amirpour e dall’attrice-autrice Mozhan Marnò – le star vengono ritratte in silenzio mentre reggono in mano un cartello con l’hashtag #StopExecutionsinIran. “Siamo con il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà”, si legge nel video.

“Migliaia di manifestanti sono stati arrestati. Alcuni sono già stati giustiziati. Molti altri sono in pericolo. Ma il mondo sta guardando”, avverte la campagna

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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