AGI – I mercati provano il rimbalzo sulla scia di Wall Street, anche se molto probabilmente si avviano a chiudere l’ottava settimana cauti e in negativo, in attesa dei direttivi di Fed e Bce in agenda la prossima settimana e con gli occhi puntati oggi sui numeri dei prezzi alla produzione Usa a novembre e dell’indice Michigan sulla fiducia dei consumatori a dicembre. A muovere l’ago della bilancia dei mercati c’e’ anche l’ottimismo per l’allentamento delle misure zero Covid in Cina, controbilanciato dai crescenti timori di una recessione globale. Insomma, non manca la carne al fuoco per quella che avrebbe dovuto essere una settimana interlocutoria in attesa di Fed e Bce.

Gli investitori si attendono che la banca centrale americana sancisca un aumento dello 0,50% dei tassi d’interesse dopo 4 ritocchi dello 0,75% consecutivi. Altrettanto dovrebbe fare la Bce, con il focus degli operatori sulle indicazioni che arriveranno sul calendario del ritiro del programma di acquisti. Per quanto riguarda la recessione, pesa l’allarme lanciato dalle principali banche statunitensi che hanno rivisto i propri outlook all’insegna del pessimismo, anche se ieri il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen si e’ mostrata ottimista: “Penso che siamo sulla strada giusta per rallentare l’inflazione e che la recessione possa essere evitata”. Yellen ha anche speso una parola buona per i partner degli Usa, in particolare quelli europei: “Non vogliamo danneggiare i partner Ue con il piano sul clima”.

Ma come vanno oggi i mercati? A fare le bizze ci pensa il prezzo del petrolio, che ieri, a un certo punto, ha messo il turbo, rimbalzando del 4%, dopo essere sceso dell’11% nelle 4 sessioni precedenti. A fare da traino due fattori: l’interruzione dell’oleodotto Keystone, che collega Canada a Stati Uniti, e l’allentamento delle misure anti-Covid in Cina, confermato mercoledi’ dalla svolta di Xi Jinping al Politburo: niente più approccio ‘zero Covid’ ma una strategia, a partire dal prossimo anno, che punta a ottimizzare le misure di prevenzione e di controllo dell’epidemia coordinandole meglio con le politiche sociali ed economiche.

Il rimbalzo del greggio di ieri pero’ e’ durato poco e in serata a prevalere sui mercati e’ stata la paura della recessione, che ha spinto di nuovo giù i prezzi a New York, mentre oggi, in Asia, il petrolio va in altalena ed e’ ancora in rialzo, con il Wti sopra 72 dollari e il Brent oltre quota 76 dollari. Sul versante azionario, la Borsa di Tokyo sale oltre l’1%, sulla scia del rimbalzo di Wall Street, mentre Hong Kong guarda al rimescolamento della politica dello zero Covid in corso a Pechino e avanza intorno al 2% e Shanghai guadagna anch’essa qualcosina, sulla scia dei dati sull’inflazione, che in Cina frena a novembre, sia per quanto riguarda quella al consumo che quella nelle fabbriche. In leggero rialzo anche la maggior parte delle valute asiatiche, in attesa dei dati sui prezzi alla produzione Usa, che rallentano il biglietto verde, mentre svetta lo yuan, tirato a lucido dal crescente ottimismo per le riaperture in Cina. A Wall Street i future sono in rialzo, dopo che ieri i listini newyorkesi sono rimbalzati dopo 5 perdite consecutive. Positivi anche i future sull’EuroStoxx 50, dopo che ieri le Borse europee hanno chiuso miste e deboli, con Francoforte appena sopra la parità, mentre Londra ha ceduto lo 0,22%, Parigi lo 0,20% e Milano lo 0,14%, giù per la quarta volta consecutiva. Intanto la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha riconfermato la volontà di riportare l’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%.

Intervenendo alla sesta conferenza annuale dell’Esrb, Lagarde ha anche messo in guardia dai crescenti rischi che gravano sulla stabilità finanziaria in Europa e ha definito quella attuale un’epoca di ‘permacrisi’, rispolverando una parola che sta ad indicare l’insicurezza nella quale stiamo vivendo da qualche anno a questa parte, tra pandemia, guerre e crisi climatiche. Chiusura in rialzo per il differenziale tra Btp e Bund a un soffio da quota 188 punti, mentre l’euro si rafforza sul dollaro ma anche sulle altre principali valute, attestandosi a 1,0542. Oggi la Federal Trade Commission Usa presenterà un reclamo per bloccare l’acquisizione da 75 miliardi di dollari del produttore di videogiochi Activision Blizzard da parte di Microsoft, per il timore che l’operazione danneggi il business del cloud gaming. La Ftc ha già votato per bloccare l’acquisizione, che e’ anche al vaglio della Competition and Markets Authortity britannica e della Commissione Ue. L’accordo con Activision rappresenterebbe la più grande acquisizione di sempre per Microsoft, rendendola la terza big del gaming mondiale, dietro la cinese Tencent e la giapponese Sony. Sempre oggi ripartono i mondiali di calcio nel Qatar, con le partite dei quarti, mentre la finale e’ attesa per il 18 dicembre. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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