AGI – “La ragione per cui sono qui è semplice: io sono qui per chiedervi di votare”. Lo ha detto Barack Obama a Las Vegas, in campagna elettorale per rieleggere Steve Sisolak, in corsa per la riconferma a governatore del Nevada, e la senatrice Catehrine Cortez Masto, che cerca la conferma del suo seggio. Introdotto dalla senatrice sul palco, accompagnato dal brano degli U2 “City of Blinding Lights”, l’ex presidente ha infiammato la platea, che ha urlato a gran voce il nome di Obama. Il messaggio è stato ripetuto per tutto l’intervento, in un discorso a braccio, appassionato, che ha conquistato i presenti, come nessuno è più capace di fare tra i Democratici.

Obama è parso ancora più convincente di quando era candidato presidente e poi presidente in corsa per il secondo mandato. Se gli elettori progressisti, secondo i sondaggi, appaiono poco entusiasti di andare a votare, Obama ha provato a dare loro un’iniezione di fiducia. Ha affrontato tutti i temi della campagna elettorale, dalle armi all’inflazione, dai tagli alla sanità all’aborto, ma sempre segnati dal contrappunto di un solo messaggio: andate a votare. “Non c’è bisogno – ha ripetuto – che votiate l’8 novembre. Potete depositare la vostra scheda anche prima“.

Obama ha invitato tutti a motivare i familiari, i vicini di casa, gli amici, ad andare ai seggi, ricordando come ci sia molto in gioco. “Abbiamo politici – ha attaccato – che invece di unirci, vogliono dividerci. L’attacco a Paul Pelosi è stato grave, una persona è entrata in casa sua per aggredirlo e voleva aspettare il ritorno di Nancy Pelosi. Ho parlato due giorni fa con Paul e lui è okay”. L’ex presidente ha criticato anche il rapper e produttore Kanye West, senza citarlo, ma parlando di “personaggi famosi che lanciano messaggi antisemiti”. Ha messo in guardia dall’usare gli ebrei, i gay, i musulmani come “causa di tutti i vostri problemi”. “Questa – ha commentato – è una linea pericolosa da attraversare”. “L’unica economia giusta – ha detto – è quella per cui combattiamo tutti. L’unica democrazia giusta è quella per cui combattiamo tutti”. L’inflazione, ha ricordato, è un problema mondiale, “non solo negli Stati Uniti”. Obama ha aggiunto come i Repubblicani ne parlino tanto ma nessuno conosce le loro misure.

“Vogliono tagliare l’assistenza medica – ha continuato – ma allo stesso tempo vogliono tagliare le tasse ai loro amici e alle big corporation”. L’ex presidente ha dovuto interrompere molte volte il discorso, perchè dalla platea il pubblico gli urlava “ti amo”. “Anch’io ti amo – ha risposto a un’elettrice, facendo scoppiare le risate in sala – ma dobbiamo concentrarci sul voto”.

Un passaggio è stato dedicato al proliferare delle armi: “Questa è la risposta dei repubblicani – si è chiesto – all’aumento delle armi?”. Poi l’aborto: “I repubblicani devono decidere quando devi sposarti, se devi avere figli? Ecco che cosa è in gioco alle elezioni”. Se i conservatori prenderanno il controllo del Congresso, ha ricordato, nei prossimi due anni “penseranno a mettere sotto impeachment il presidente Joe Biden”. “Non sanno perchè – ha ironizzato – ma lo faranno. Ma chi penserà alle nostre bollette?”. “Il mio presidente ideale – ha detto – è stato Abe Lincoln, era un repubblicano. Ma ora cosa abbiamo? Repubblicani che vogliono battere i democratici e non deludere Donald Trump”.

Ai buu dei presenti, Obama ha risposto prontamente con il suo mantra, quel “don’t boo” evocato più volte: “Non fate buu – ha detto agli elettori – andate a votare. Io credo in voi, forza”. L’applauso del pubblico lo ha salutato, mentre dagli altoparlanti le casse hanno trasmesso un brano di Steve Wonder, “Do I Do”, “lo faccio”, quello che Obama spera diventerà il proponimento degli elettori nei prossimi sette giorni. Il bagno di folla, con l’ex presidente sorridente, a stringere mani e a sorridere, ha concluso l’evento e lasciato molta nostalgia tra i democratici. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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