AGI – Varietà di argomenti sulle prime pagine internazionali di oggi, che spesso presentano scelte originali, tra le quali le molestie sessuali nel mondo sportivo, il cambiamento climatico, l’Ucraina, la politica interna, ma anche i nuovi governi entrati ieri nel pieno dei poteri a Londra con Rishi Sunak e a Roma con Giorgia Meloni. Sulla premier italiana si soffermano, in particolare, lo spagnolo El Pais e il tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Washington Post

Con una sua inchiesta che occupa lo spazio di maggior evidenza in prima pagina, il Washington Post apre un nuovo capitolo della battaglia contro le molestie sessuali nello sport: quello del bodybuilding. “I funzionari delle due principali federazioni di bodybuilding sfruttano sessualmente le atlete da decenni, spingendole a posare per fotografie di nudo, pubblicando quelle foto su siti di pornografia soft-core e, a volte, manipolando i risultati dei concorsi a favore delle concorrenti più disponibili”, scrive il giornale, che ha raccolto testimonianze di molte atlete, alcune delle quali hanno smesso di praticare il loro sport per sottrarsi alla predazione dei loro corpi.

Due titoli sull’Ucraina, sulla “fragilità” della rete elettrica del Paese adesso sfruttata dagli invasori russi come un vantaggio strategico per causare blackout che si faranno più pensati in inverno, e su Yevgeniy Prigozhin, il miliardario patrono del gruppo di mercenari Wagner, che secondo l’intelligence americana avrebbe apertamente criticato, in un colloquio con Putin, la gestione della guerra. Tra gli altri servizi di prima pagina, un’analisi sui fattori del consenso in vista delle ormai prossime elezioni di midterm: l’idea del quotidiano è che la battaglia decisiva tra democratici e repubblicani si combatte al centro.

New York Times

Il “deprimente” rapporto sul cambiamento climatico pubblicato ieri dall’Onu è il principale argomento di prima pagina sul New York Times, che sintetizza così le conclusioni del dossier. “I Paesi di tutto il mondo non sono all’altezza dei loro impegni di combattere il cambiamento climatico, e indirizzano la Terra verso un futuro di più intense inondazioni, incendi, siccità, ondate di calore ed estinzione di specie”. Solo 26 dei 193 paesi che l’anno scorso avevano concordato di aumentare le loro azioni per il clima lo hanno fatto effettivamente, rileva il Nyt, e segnala che “i primi due inquinatori mondiali, Cina e Stati Uniti, hanno intrapreso qualche azione ma non si sono impegnati di più”.

Il rapporto prevede che “senza drastiche riduzioni delle emissioni di gas serra”, il pianeta si riscalderà in media da 2,1 a 2,9 gradi Celsius, rispetto ai livelli preindustriali, entro il 2100. Molto più dell’obiettivo di 1,5 gradi Celsius fissato nel 2015 dall’accordo di Parigi, e oltre la soglia di probabilità di impatti climatici catastrofici, scrive il Nyt, e ricorda che tra meno di due settimane si terranno i colloqui sul clima delle Nazioni Unite a Sharm el Sheikh.

Ma le ragioni di ottimismo sono poche, visto che “la guerra in Europa, una crisi energetica internazionale, l’inflazione globale e le turbolenze politiche in paesi come la Gran Bretagna e il Brasile hanno distratto i leader e complicato gli sforzi di cooperazione”. Tra gli altri titoli, un retroscena su un accordo che gli Usa avevano cercato con l’Arabia Saudita per aumentare la produzione di petrolio e che Washington riteneva di avere in tasca quando Biden si recò in visita a Riad e incontrò anche il discusso principe ereditario Mohamed bin Salman. Salvo poi essere beffato dalla decisione dell’Opec+ di tagliare l’output di greggio.

Wall Street Journal

Ucraina in primo piano sul Wall Street Journal, con attenzione alle divisioni tra i democratici rese evidenti dal caso della lettera di 30 parlamentari a Biden per chiedere di avviare un dialogo con la Russia, poi rinnegata da alcuni firmatari dopo le reazioni avverse all’interno del partito. Una prova, secondo il Wsj, che gli aiuti a Kiev sono una questione sensibile a Capitol Hill: gli Usa hanno speso giù molte decine di miliardi di dollari per iniziativa di Biden, ma i repubblicani contestano e avvertono che se conquisteranno la maggioranza in Congresso, come prevedono i sondaggi sul voto di midterm, “non firmeranno più assegni in bianco per l’Ucraina”.

La lettera dei 30 democratici, tutti dell’ala più progressista del partito, è stata vista come una strana convergenza con i repubblicani, tanto che una dei promotori, la deputata Pramila Jayapal, nel ritirare la firma, ha riconosciuto di aver dato il “messaggio sbagliato” di una sintonia con il Gop. Un pasticcio, che però, sottolinea il Wsj, solleva dubbi su quanto i dem più a sinistra siano allineati con l’amministrazione Biden sulla guerra. In risalto anche la trimestrale negativa di Google, che segnala un calo delle vendite, dovuto soprattutto alla diminuzione della pubblicità sulla piattaforma YouTube, e che è la quinta di fila a indicare l’andamento negativo del gigante di Internet, nel contesto di un generale indebolimento del settore hi-tech.

Financial Times

Il nuovo governo formato da Rishi Sunak appena nominato premier è anche notizia da titolo a tutta pagina per il Financial Times: si tratta, sottolinea, di un esecutivo “unitario” che “deve rimediare agli errori della Truss”. Un segno di attenzione alla “stabilità e alla fiducia dei mercati” è, secondo il quotidiano, la permanenza al suo posto di Jeremy Hunt, nominato ministro del Tesoro dalla leader cacciata dopo soli 43 giorni a Downing Street, per rimediare al disastro finanziario da lei causato. Sunak, nota Ft, ha tentato di mettere in squadra tutte le componenti del partito conservatore, con l’intento di assicurarsi il consenso interno indispensabile ad affrontare “la grave crisi economica del Paese”.

Un segnale colto dai mercati, dove i gilt, i titoli di Stato britannici, hanno recuperato e sono tornati ai livelli precedenti “la sventurata” manovra finanziaria di tagli fiscali a debito varata dalla Truss che poi frettolosamente aveva dovuto rimangiarsela. Alla nascita del governo Sunak, si collega un altro titolo, che segnala gli effetti tremendi dell’inflazione sulla spesa quotidiana delle famiglie nel Regno Unito: un piatto di pasta al pomodoro, “tra i cibi preferiti dei britannici” scrive Ft, costa il 58% rispetto a un mese fa.

The Times

Il nuovo premier britannico Rishi Sunak ha formato un governo dando priorità all’esperienza e all’unità del partito conservatore: è la diagnosi del Times, che dedica alla notizia l’intera prima pagina. Per quanto Sunak abbia affermato di dover rimediare agli errori commessi da Liz Truss, osserva il giornale, per ricompattare il partito ha mantenuto una certa continuità col precedente esecutivo, confermandone un terzo dei ministri, a cominciare da Jeremy Hunt al Tesoro, ma anche gli esponenti della destra più dura dei Tory, come Suella Braverman, che resta all’Interno, e Kemi Badenoch, che rimane al Commercio estero.

Il nuovo leader però, rileva il Times, si è sbarazzato dei ministri meno esperti e li ha sostituiti con personaggi di peso del partito che avevano avuto ruoli ministeriali in un passato recente, come Dominic Raab e Michael Gove, ma anche più lontano, come Andrew Mitchell, che aveva fatto parte del governo Cameron.

Le Monde

Rishi Sunak si insedia a Downing Street come “premier di crisi” secondo Le Monde, che mette in apertura la nomina formale del “terzo primo ministro conservatore nel 2022”. Il giornale sottolinea che “il Regno Unito sta chiaramente attraversando una duplice crisi politica ed economica”, perché “con tre primi ministri e quattro cancellieri dello scacchiere dall’inizio di luglio, l’instabilità politica è evidente”, mentre “sul versante economico, il panico finanziario causato dal bilancio presentato a settembre dalla premier Liz Truss ha messo in luce duramente gravi debolezze”.

In questo quadro, prevede Le Monde, Sunak “avrà ridotti margini di manovra di fronte ai mercati che si attendono sostanziosi tagli della spesa pubblica”. Il quotidiano dà anche molta visibilità a una sua esclusiva, il diario tenuto durante la pandemia dall’allora ministra della Salute, Agnes Buzyn, adesso sotto inchiesta per la gestione del Covid.

Le Figaro

Punta sulla politica interna Le Figaro, che nel titolo di apertura si interroga sulle residue possibilità di Macron per “rilanciare il suo quinquennato”, con l’aggancio di cronaca del messaggio televisivo che il presidente rivolgerà stasera ai francesi “per tentare di riaffermare la sua autorità”. Ma, secondo Le Figaro, la sua posizione si è indebolita, non solo perché non dispone di una maggioranza parlamentare, ma perché anche nel fronte che lo appoggia “la macronmania è in via d’estinzione”. Il giornale dipinge un Macron vittima della “maledizione del secondo mandato” e ricorda che il generale de Gaulle non finì il suo, Mitterrand “fece nulla di significativo” durante il bis, e Chirac vide precipitare il suo indice di popolarità.

Macron è stato appena rieletto “realizzando l’impresa di non dover passare per la coabitazione”, di aver cioè in Parlamento una maggioranza a lui avversa. Nondimeno, scrive il giornale, appare senza direzione e stasera parlerà di nuovo in tv, come ha fatto appena due settimane fa, quando era stato seguito “da soli 5,4 milioni di telespettatori”, sottolinea Le Figaro, secondo cui “il capo dello Stato dà l’impressione di essere in surplace”, immobile.

El Pais

El Pais mette insieme Rishi Sunak e Giorgia Meloni, entrati ieri entrambi nel pieno dei poteri di premier, il britannico con la nomina del re e l’italiana col voto di fiducia, e in prima pagina titola sui “tempi difficili” che dovranno affrontare i due leader.

Nel suo discorso alla Camera, secondo il giornale spagnolo, Meloni, “ha confermato la doppia caratteristica che era stata pronosticata nell’ultima fase della campagna elettorale”, ossia “da un lato, una politica estera in linea generale entro i parametri economici e di sicurezza concordati dai partner comunitari e, dall’altro, un cambiamento significativo della politica interna in materia di diritti civili e assetto istituzionale che, pur non rappresentando una rottura radicale , suggerisce una preoccupante deriva restrittiva”. L’apertura è però dedicata a uno studio sugli effetti del cambiamento climatico sulla salute della popolazione mondiale.

La ricerca “The lancet countdown” viene realizzata annualmente, a partire dal 2016, da un gruppo di 99 scienziati, afferma che “il cambiamento climatico sta minando sempre più tutti i pilastri della buona salute e aggravando gli impatti dell’attuale pandemia di Covid-19 e dei conflitti geopolitici”, come la guerra in Ucraina e i prezzi dell’energia. Insomma, come ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, commentando il dossier, “la crisi climatica ci sta uccidendo”.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

La visita del presidente tedesco Steinmeier in Ucraina è il fatto principale per la Frankfurter Allgemeine Zeitung. E’ stata la prima missione a Kiev del capo dello Stato dall’inizio del conflitto, ed è servita sia a portare la solidarietà della Germania sia a ribadire l’impegno di Berlino negli aiuti militari, nota la Faz, sottolineando che Steinmeier “ha menzionato in particolare la consegna del primo sistema antiaereo Iris-T” e ha auspicato che ne vengano forniti altri, assicurano che “questa è “veramente una priorità” per il suo Paese.

La Germania ha promesso in totale quattro Iris-T, ricorda la Faz. Il giornale mette in evidenza anche la conferenza tenutasi ieri a Berlino sulla ricostruzione dell’Ucraina: l’Unione europea, per bocca della presidente della Commissione, von der Leyen, si è impegnata a stanziare per l’anno prossimo 18 miliardi di euro. Spazio, tra gli altri titoli, al discorso di Giorgia Meloni alla Camera: la Faz ne evidenzia soprattutto i temi internazionali, e in particolare la conferma della piena appartenenza dell’Italia alla Nato e Ue, ma anche le critiche rivolte alla Bce sull’aumento dei tassi di interesse.

China Daily

Un focus sulla politica estera cinese è in primo piano sul China Daily, che continua a dedicare molto spazio ad analisi e commenti sulle conclusioni del ventesimo congresso del Partito comunista e la riconferma di Xi Jinping al vertice della Repubblica Popolare. La situazione politica ed economica globale, scrive il giornale, “è oggi la più turbolenta dalla fine della seconda guerra mondiale”, e in questo quadro la diplomazia cinese “basata sul principio del multilateralismo” è “un vantaggio per il mondo”.

Perché, spiega il quotidiano, “essendo il più grande Paese in via di sviluppo del mondo, la Cina deve non solo rafforzare la cooperazione e la solidarietà con altri Paesi in via di sviluppo, ma anche rappresentare i loro interessi e continuare a creare loro maggiori opportunità al fine di promuovere uno sviluppo equo”. In tal senso, Pechino “partecipa attivamente alla riforma del sistema di governance globale e sostiene un autentico multilateralismo, che fa parte della diplomazia con caratteristiche cinesi” per cui “la Cina si è sempre opposta a qualsiasi paese che usi la sua egemonia o il suo potere economico e militare per interferire negli affari interni di altri Paesi o imporre le sue richieste ai paesi più piccoli” e sostiene invece “il sistema di governance globale incentrato sulle Nazioni Unite”.

Quotidiano Del Popolo

Terminato il ventesimo congresso del Pcc, bisogna attuarne le conclusioni e per dare le concrete indicazioni agli apparati si è riunito l’Ufficio politico del Comitato centrale presieduto dal riconfermato Xi Jinping: questo il tema in risalto sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo ufficiale del Partito comunista cinese. Sono stati adottati, informa il quotidiano, “i regolamenti sul rafforzamento e la salvaguardia della leadership centralizzata e unificata del Comitato Centrale del Partito e le regole dettagliate per l’attuazione della decisione in otto punti sulla condotta lavorativa”.

Le strutture del Pcc sono stati sollecitate allo “studio, la pubblicizzazione e l’attuazione dei principi guida del ventesimo congresso nazionale del Pcc” per raggiungere “una profonda comprensione del significato decisivo dell’istituzione della posizione centrale del compagno Xi Jinping nel Comitato centrale del Partito e nel Partito nel suo insieme, e del ruolo guida del pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”. Insomma, come avevano previsto gli analisti, il recepimento del “Pensiero (la maiuscola è del People’s Daily) di Xi Jinping” tra i principi statutari del Pcc per “l’adattamento del marxismo al contesto cinese e alle esigenze dei tempi”.

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

Rispondi

× Contattaci subito