AGI – A venticinque anni dalla sua morte, Diana, principessa del Galles, resta un’icona di stile inarrivabile. La principessa sceglieva spesso gli abiti per inviare messaggi ma negli anni il suo stile è cambiato, dalle camicette con fiocco e maniche a sbuffo agli abiti sopra il ginoccchio e le silhouette più audaci, un’evoluzione parallela ai cambiamenti nella sua vita privata. Dal suo abito da sposa all’iconico “abito della vendetta”, di seguito alcuni degli abiti della principessa Diana che hanno fatto epoca.

La pecora nera

Uno dei suoi primi outfit a fare scalpore fu quello indossato il primo gennaio 1981: un maglione fatto a mano rosso vermiglio, con un motivo ricorrente di pecore bianche e una pecora nera al centro. Diana lo indossò durante una partita di polo, sei mesi prima delle nozze, ed è stato interpretato come un sottile messaggio: lei che, non ancora entrata ufficialmente nelle Casa Reale, già si sentiva un’estranea. Al maglione è stata data nuova vita quando il marchio Rowing Blazers ha contattato i designer originali, lo storico brand Warm & Wonderful, per rilanciare il capo nel 2020. In un baleno è andato tutto esaurito.

Il giorno delle nozze, una principessa delle favole

Quando Lady Diana Spencer apparve lungo la navata centrale della cattedrale di St Paul, per le milioni di persone incollate alla tv, fu una visione: indossava uno degli abiti da sposa più riconoscibili di tutti i tempi. Disegnato da David ed Elizabeth Emanuel, l’abito era stato realizzato in gran segreto per una fanciulla che abbracciava il titolo di principessa: taffetà di seta color avorio, maniche a sbuffo, pizzo antico con uno strascico di 7 metri e mezzo; a completare il look la tiara Spencer, un cimelio di famiglia, e un sorprendente velo di tulle lungo 130 metri. Un abito che poi divenne un punto di riferimento per migliaia di spose negli anni ’80, spose che volevano vivere la loro personale favola d’amore.

Lo chic della campagna inglese

Durante un servizio fotografico nella sua residenza di campagna di Highgrove House nel luglio 1986, Diana indossò un paio di pantaloni che rimangono un grande successo tra gli appassionati di moda: era la ragazza di campagna inglese, tradizionale, pratica, ma anche chic con pantaloni a tre quarti rosa a quadretti, camicetta bianca e un cardigan rosa acceso.

 Dopo il tradimento, l’abito della vendetta

Uno degli abiti più memorabili dello sterminato guardaroba di Diana è quello passato alla storia come ‘la vendetta’. Un mini abito scollato e aderente, realizzato da una stilista fino ad allora poco nota, Christina Stambolian, indossato nel giorno in cui il principe Carlo confessò, in una candida intervista a Itv, di essere stato infedele durante il matrimonio. Diana aveva ascoltato le anteprime dell’intervista e voleva mostrarsi al mondo con la testa alta.

“Voleva apparire uno schianto e c’è riuscita”, raccontò la sua amica, per anni ai piani alti di Vogue, Anna Harvey, in un documentario del 2013, Princess Diana’s Dresses. Con una silhouette increspata e avvolgente, la scollatura profonda fino alle spalle, lunghezza sopra il ginocchio e strascico di chiffon che volava nel vento, l’abito, acquistato nel 1991, era rimasto nell’armadio perchè Diana lo consideva troppo rischioso. Paul Burrell, all’epoca suo maggiordomo, ha raccontato di essere stato lui a sceglierlo. “Mi disse ‘Non posso andare, non posso affrontare il mondo sapendo cosa ha appena detto Carlo. E comunque non ho niente da indossarè. Sono andato nel suo guardaroba, ho tirato fuori il vestito di Christina Stambolian e gliel’ho mostrato”. Ha aggiunto che Diana aveva pensato che non sarebbe più entrata nel vestito, avendolo comprato anni prima. “Le ho detto, ‘Provalo’. Ci è scivolata dentro, ho chiuso la cerniera ed era uno schianto”.

Il look sportivo

Negli ultimi anni della sua vita, Diana è stata spesso fotografata mentre frequentava una palestra a Chelsea: fare sport faceva parte della sua routine quotidiana e il suo look oggi è straordinariamente attuale, perfettamente adatto alla Gen Z. L’ensemble per eccellenza era una felpa oversize, pantaloncini da ciclista, sneakers bianche, calzini da tennis, occhiali da sole, orecchini vintage e una borsa firmata. Risultato, glamour da vendere. 

Un nuovo look, dopo la separazione da Carlo

La separazione da Carlo, ufficializzata il 9 dicembre 1992 e, qualche anno dopo, il divorzio firmato il 26 agosto 1996, segnarono l’inizio della trasformazione della principessa anche nel look. Diana poteva allontanare la sua immagine da quello della principessa e aveva abbracciato una sensibilità più moderna: acquisita unaa nuova sicurezza cominciò a scegliere look più aderenti, corti e scollati, come i miniabiti a tubino avvolgenti che sarebbero diventati i tratti distintivi del suo stile, alla metà degli anni Novanta.

Celeberrimi i diversi miniabiti Versace, tra cui quello bianco scelto per un concerto di beneficenza del 1995 in Italia. Appartengono a questa nuova fase anche l’abito nero con pizzo chantilly che Jacques Azagury le regalò per il suo 36esimo compleanno, indossato per la cena alla Tate Gallery che compiva 100 anni; e l’abito scuro con cui Diana, ormai icona di stile, partecipò al Met Gala nel 1996, proprio poco dopo il divorzio: un abito sottoveste in seta blu scuro con dettagli in pizzo nero della collezione couture di debutto di John Galliano come direttore creativo di Dior.

I costumi dell’ultima estate

Diana probabilmente non è mai stata cosi’ affascinante come nella sua ultima estate, mentre navigava nel Mediterraneo con Dodi Al Fayed. Canottiere, pantaloncini monocolor, costumi interi animalier o bicolore. Il costume più memorabile quello turchese con cui fu fotografata mentre sedeva da sola sul trampolino di lancio dello Jonikal, il superyacht di proprietà di Mohammed Al Fayed, padre del suo compagno Dodi. Era il 24 agosto 1997 – sette giorni prima della sua morte – e, come in tante immagini, Diana, è bellissima, ma anche terribilmente malinconica. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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