AGI – Il caldo record e la siccità mettono in allarme la Cina, che teme danni ai raccolti con l’arrivo dell’autunno. Quattro dipartimenti governativi hanno emesso un’allerta, definendo l’ondata di caldo che ha colpito gran parte del Paese asiatico una “grave minaccia” per l’agricoltura, e sollecitando le amministrazioni locali a risparmiare acqua il più possibile, facendo ricorso anche a metodi di irrigazione scaglionati, al dirottamento di corsi d’acqua e alla pratica del “cloud seeding”, ovvero di indurre l’addensamento di nubi per provocare la pioggia tramite il lancio di razzi che trasportano sostanze chimiche nel cielo.

La pratica è stata messa in atto in diverse province solcate dallo Yangtze, il fiume più lungo d’Asia, che nei giorni scorsi ha fatto registrare molti tratti in secca, in particolare a Wuhan e a Chongqing, dove video circolanti online mostravano persone camminare su tratti asciutti del letto del fiume.

Particolarmente colpita dal caldo estremo è la provincia sud-occidentale del Sichuan: oggi si è registrato un nuovo picco di 43,9 gradi centigradi come temperatura massima nella località di Dazhou, dove vivono 5,4 milioni di persone.

La situazione climatica estrema ha creato problemi anche alla produzione di energia e frequenti blackout nel sud-ovest della Cina, a fronte di un aumento della domanda di elettricità del 25%.

L’ondata di caldo che si prolunga ormai da due mesi è la più lunga mai registrata nel Paese, secondo il National Climate Centre, e la domanda di elettricità per azionare i condizionatori d’aria ha messo sotto pressione i gruppi dell’energia: nel Sichuan, ai dipendenti pubblici è stato chiesto di utilizzare negli uffici l’aria condizionata a una temperatura non inferiore ai 26 gradi e di evitare, quando possibile, di prendere gli ascensori.

Gli stessi bacini idrici – molti dei quali si trovano proprio nella regione dello Yangtze – operano a circa metà della capienza dopo il rilascio di 980 milioni di metri cubi di acqua nei giorni scorsi, e diversi impianti industriali sono stati costretti a fermarsi nelle aree più colpite dalla siccità per risparmiare energia e poterla utilizzare per le famiglie, come parte delle misure di emergenza adottate.

A destare particolare preoccupazione è soprattutto la produzione di generi alimentari e la coltivazione del grano nelle province del Sichuan e dello Anhui, entrambe nel sud-ovest della Cina: sulla produzione interna del cereale lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, si era raccomandato già a marzo scorso, pochi giorni dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dei soldati russi, a fronte delle incertezze nelle forniture innescate dallo scoppio della guerra.  

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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