AGI – Mosca punta il dito contro l’Ucraina per l’attentato in cui è stata uccisa la figlia dell’ideologo ultranazionalista Alexander Dugin, e della notizia si trovano varie letture sulle prime pagine internazionali: alcuni giornali vi individuano un segnale della preponderanza dei falchi nella cerchia di Putin, altri ritengono che si tratti di un pretesto costruito ad arte per motivare un’efferata rappresaglia contro Kiev. Sui quotidiani europei trovano spazio la crisi del gas e le preoccupazioni per l’inflazione, mentre sulla stampa cinese riaffiora con toni accesi la polemica con gli Usa per la visita di Nancy Pelosi a Taiwan. 

Washington Post 

A due mesi dalla svolta restrittiva della Corte suprema negli Usa una donna su tre non ha più accesso all’aborto: a fare il punto in prima pagina è il Washington Post, secondo cui sono 20,9 milioni le donne che hanno perso l’assistenza all’interruzione della gravidanza a causa delle norme più rigorose imposte dai loro Stati di residenza, e il numero pare destinato a crescere perché altri Stati si apprestano a fare altrettanto.  Sono 14 quelli dove abortire è vietato del tutto o la possibilità di farlo è ridotta a limitatissime situazioni, e almeno in altri 5 simili norme potrebbero essere presto in vigore, sicché in totale al 36% delle donne americane sarebbe impedita la scelta sull’aborto. In rilievo anche un’esclusiva del Post: dati sensibili del sistema elettorale ottenuti dagli avvocati che lavoravano per ribaltare la sconfitta del presidente Donald Trump nel 2020 sono stati condivisi con negazionisti, teorici della cospirazione e commentatori di destra. Il quotidiano dà oggi spazio anche all’attentato in cui è stata uccisa a Mosca Darya Dugina, figlia dell’ideologo dell’ultranazionalismo russo, con un’analisi secondo cui l’attentato “semina disagio tra i sostenitori della guerra di Putin”, e i propagandisti del regime sono presi dalla paura di diventare bersagli a loro volta. Collegato al servizio, un articolo sugli sviluppi del conflitto in Ucraina, dove la controffensiva di Kiev si sta rimodellando grazie agli armamenti ricevuti dall’Occidente. Un titolo anche per l’imminente pensionamento di Anthony Fauci, l’infettivologo diventato simbolo della lotta contro il Covid negli Usa: l’ottantunenne esperto ha annunciato che dopo 50 anni lascerà il servizio pubblico. 

New York Times 

Più di 300 dei documenti sequestrati nella residenza di Donald Trump a Mar-a-Lago sono classificati: lo scrive in prima pagina il New York Times, che cita diverse fonti vicine all’indagine. Il quotidiano afferma che tra gli atti restituiti in gennaio dall’ex presidente, 150 erano secretati, un numero finora mai reso pubblico e che “aiuta a spiegare perché il Dipartimento della Giustizia sia mosso con urgenza nella ricerca di altri documenti sensibili” con la perquisizione dell’Fbi l’8 agosto scorso. “La natura specifica del materiale sensibile che Trump ha portato via dalla Casa Bianca resta oscura”, ma tra le carte vi sono “documenti della Cia, della National security agency e dell’Fbi che abbracciano una varietà di argomenti di interesse per la sicurezza nazionale”, riferisce il Nyt. In evidenza anche le accuse rivolte dai servizi segreti russi all’Ucraina per l’attentato in cui è stata uccisa vicino a Mosca Dary Dugina, commentatrice politica e figlia del filosofo del nazionalismo russo, Alexander Dugin: è un segno, secondo il giornale, della “crescente influenza dei falchi, un eterogeneo gruppo di scrittori, uomini d’affari e politici” che hanno sostenuto l’attacco contro l’Ucraina e vorrebbero che tutto il Paese fosse “sul piede di guerra” invece che immerso nel clima di apparente normalità che Putin cerca di alimentare. In un approfondimento, il giornale sottolinea per altri versi che l’attenzione sull’Ucraina ha indebolito i programmi internazionali di assistenza per altri Paesi, a cominciare dalla Siria. 

Wall Street Journal 

Con una grande fotografia nella fascia alta della prima pagina, il Wall Street Journal registra l’aumento della tensione in Pakistan dopo l’arresto dell’ex premier Imran Khan, ma i titoli portanti sono entrambi finanziari: il tonfo di ieri alla Borsa di New York, dove il Dow Jones ha perso oltre 600 punti con un calo di quasi il 2%, e il crollo delle Ipo, le offerte pubbliche iniziale con cui una società che intende quotarsi mette sul mercato le proprie azioni. L’ondata di vendite a Wall Street ha interessato i tre principali listini (DJ, S&P 500 e Nasdaq) ed è stata alimentata da timori che la Fed decida un nuovo rialzo dei tassi, e ha segnato un brusco stop alla fase rialzista che si era stabilita nelle ultime quattro settimane con una risalita particolarmente significativa dell’indice S&P 500.  Gli investitori attendono con qualche patema l’intervento del presidente della Fed, Powell, venerdì prossimo a Jackson Hole. Quanto alle Ipo, quest’anno finora negli Usa hanno raggiunto il valore di 5,1 miliardi di dollari, somma modestissima se si pensa che la media del periodo è 33 miliardi e che l’anno scorso nello stesso momento si erano raggiunti i 100 miliardi: il 2022 passerà in archivio come il peggiore da venti anni in qua, sottolinea il Wsj. Spazio anche alla guerra in Ucraina, con gli attacchi contro la Crimea occupata dei russi e che, secondo il giornale, “sta rivelando tutta la sua fragilità”. 

Financial Times 

La corsa dell’inflazione non si ferma nel Regno Unito e potrebbe superare entro l’anno il 18%: così dà l’allarme il Financial Times nel suo titolo di apertura, che punta su stime di Citigroup secondo cui in Gran Bretagna i prezzi continueranno ad aumentare, al tasso più alto tra le grandi economie occidentali, e con ricadute pesantissime sulle bollette energetiche, che costeranno alle famiglie britanniche il 33% in più dell’anno scorso. Si tratta di un’inflazione che potrebbe dunque essere peggiore di quella scatenata dalla crisi del petrolio nel 1979, quando si toccò il 17,8%, sottolinea Ft, e osserva che da un punto di vista politico queste previsioni mettono sotto pressione i due aspiranti alla leadership Tory, Liz Truss e Rishi Sunak, i quali finora non hanno proposto specifiche misure per rispondere alla fiammata dei prezzi. In rilievo anche il processo per evasione fiscale in corso a Londra contro Bernie Ecclestone, l’ex padrone della F1 accusato di aver nascosto al fisco un contro da 400 milioni di sterline a Singapore: ieri è comparso davanti ai giudici e si è dichiarato non colpevole. Un titolo anche sul caos dei voli destinato a estendersi ben oltre l’autunno con il taglio di altri 10.000 collegamenti annunciato da British Airways. 

The Times 

Inflazione al galoppo e crisi del trasporto aereo sono i temi che dominano la prima pagina del Times. British Airways ha cancellato 10.000 voli a corto raggio previsti tra ottobre e marzo, per un totale di quasi due milioni di passeggeri, come ulteriore effetto, dopo un’estate disastrosa soprattutto nell’aeroporto di Heathrow, il maggiore di Londra, della drastica riduzione di personale effettuata dalla compagnia aerea durante il Covid, con il licenziamento di circa diecimila lavoratori. Dall’inizio dell’anno, British Airways è stata per questo costretta ad annullare già 38.000 voli, sottolinea il giornale. Il giornale dà grande risalto anche alle pessime previsioni di Citigroup sull’inflazione in Gran Bretagna, destinata a “schizzare nella stratosfera” quest’anno con un tasso del 18%, che sarebbe il più alto dal 1976, e nove volte maggiore dell’obiettivo del 2% indicato a inizio anno dalla Bank of England. Le famiglie, scrive il Times, soffriranno così impoverimento drammatico, con una decurtazione senza precedenti del loro potere di acquisto.  

Le Monde 

Ucraina in apertura su Le Monde, che vede “lo spettro di una guerra di logoramento”. Il giornale approfondisce all’interno con ben sei pagine le prospettive del conflitto in corso da sei mesi. Kiev continua a resistere alle truppe russe d’invasione, che occupando circa il 20% del territorio ucraino ma dall’inizio dell’estate non riescono più ad avanzare, malgrado bombardamenti incessanti e ripetuti tentativi di sfondamento, scrive il giornale. Per gli ucraini, secondo il giornale, si pone l’esigenza di riconquistare terreno il più possibile nelle prossime settimane, per “evitare a tutti i costi di rimanere impantanati in inverno, mantenendo l’indispensabile sostegno occidentale”. In questo quadro, scrive il quotidiano, il presidente Zelensky resta popolare ma comincia a essere criticato, mentre volgendo lo sguardo alla Francia, “l’estrema destra filorussa denuncia sempre più energicamente il costo delle sanzioni adottate in difesa dei principi, della sovranità territoriale e dell’inviolabilità dei confini, di cui a torto sostiene di essere il miglior garante. A sinistra, gli ottusi critici della Nato e degli Stati Uniti sono pronti ad aggiungere la loro voce”. Ma, avverte Le Monde, “gli ucraini danno l’esempio ogni giorno, nelle peggiori avversità, rifiutandosi di piegarsi. I loro alleati possono solo trarre ispirazione dalla loro resistenza e resistere agli sconvolgimenti che stanno arrivando”. 

Le Figaro 

Germania “anello debole della catena europea” nel guerra in Ucraina secondo Le Figaro, che dedica la sua apertura agli effetti della “pressione russa” su una Berlino particolarmente esposta a causa della sua dipendenza energetica da Mosca: i tedeschi temono un inverno di penuria, e ciò potrebbe far deragliare il sostegno occidentale all’Ucraina, secondo il giornale. “Il colosso economico d’Europa si trova in balia dell’autocrate del Cremlino, che gioca con il rubinetto del gas come un gatto con un gomitolo di lana”, scrive Le Figaro, convinto che “Putin ha calcolato che la sua dipendenza ha reso la Germania l’anello debole in Europa e che destabilizzandola potrebbe far vacillare il buon ordine comunitario”. Ci riuscirà? “Solo una rivoluzione tedesca può impedirlo”, sostiene il quotidiano, che sollecita la Germania a “correggere le sue debolezze strutturali – la sua dipendenza commerciale dalla Cina, il ritardo nella digitalizzazione della sua economia, il suo declino demografico – e a dotarsi di un esercito all’altezza delle sfide attuali”. Insomma, “la prima potenza europea deve reinventarsi profondamente e senza rinunciare all’ideale europeo”, ed “è nostro interesse che ci riesca”, conclude Le Figaro. 

El Pais 

La Russia accusa l’Ucraina dell’attentato contro Darya Dugina, figlia del teorico del nazionalismo russo e sostenitore della guerra, e “i toni forti usati dallo stesso presidente russo, Vladimir Putin, per riferirsi a questi eventi rivela che il Cremlino cerca di trasformare questa morte in un simbolo”. Così scrive El Pais, che mette in apertura la notizia. Kiev nega ogni coinvolgimento, ma dopo le accuse lanciate dal servizio segreto russo Fsb contro la presunta agente ucraina Natalia Vovk, è partita la propaganda e i media di Stato “hanno pubblicato ogni genere di presunto dettaglio che collegherebbe l’indagata al battaglione Azov, dichiarato terrorista dalla Russia che programma di giustiziare diversi suoi membri che si sono arresi a Mariupol”, nota El Pais e cita il canale ufficiale del ministero della Difesa, Zvezdà, che ha mostrato una foto “del presunto marito di Vovk” a una gara di nuoto degli Azov, mentre l’agenzia Ria Novosti ha intervistato una presunta cugina della donna, secondo cui ha prestato servizio nell’esercito ucraino ma con mansioni “di ufficio” perché aveva una sorta di disabilità non specificata. Accuse che “minaccia di aumentare ulteriormente la tensione tra Mosca e Kiev, a due giorni dal 24 agosto, quando si compiranno sei mesi dall’invasione russa dell’Ucraina e in un momento in cui il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, avverte che la Russia sta preparando un’offensiva per quella data”. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung 

Ironia sui consigli rivolti ai tedeschi dal governo per risparmiare gas nell’apertura della Frankfurter Allgemeine Zeitung, che insiste particolarmente sugli inviti a fare docce più brevi o a lavarsi di meno per limitare il dispendio energetico di scaldabagni e caldaie. “Non tutti sono entusiasti dei consigli benintenzionati di politici di primo piano”, scrive il giornale, e chiede sardonicamente: “Come mai nessuno ha pensato alla cassetta di sicurezza” dove custodire il gas? Intanto, riferisce il quotidiano in un altro servizio, la Germania pensa di intensificare la cooperazione energetica con il Canada, che potrebbe fornire gas naturale liquefatto: il cancelliere Scholz, in visita a Montreal, ne ha discusso col premier canadese Trudeau, la volontà c’è ma la principale difficoltà è come far giungere il gas canadese in Europa. L’altro tema forte della prima pagina è l’inflazione, con la previsione della Deutsche Bank secondo cui in Germania il tasso potrebbe attestarsi in autunno sul 10%, cosa che non accadeva dagli anni ’70, e in Gran Bretagna va molto peggio con le stime di Citigroup che prevedono il 18%. Il quotidiano sollecita un’azione forte della Bce: “Negli anni ’70 la Bundesbank ha dimostrato che una coerente politica di stabilità è l’unica risposta giusta, anche in tempi di stagflazione: l’inflazione innescata dall’aumento dei prezzi dell’energia deve essere contrastata anche con la politica monetaria in modo tempestivo e coerente con i rialzi dei tassi di interesse. Per questo la Banca Centrale Europea non deve esitare ad alzare ulteriormente i tassi di interesse. Il deprezzamento dell’euro sul mercato dei cambi, che contribuisce all’inflazione nella zona euro, riflette la mancanza di determinazione della Bce nella lotta all’inflazione”, attacca la Faz. 

China Daily 

La questione di Taiwan torna in primo piano oggi sul China Daily, con il comunicato del ministero degli Esteri cinese che replica alle dichiarazioni dell’ambasciatore americano a Pechino, Nicholas Burns. Intervistato dalla Cnn, il diplomatico ha detto che la Cina ha reagito esageratamente alla visita di Nancy Pelosi a Taipei e che l’ha usata come pretesto per fabbricare una crisi e trasformarsi in agente di instabilità nella regione. Parole che “confondono i torti e le ragioni e ancora una volta mostrano la logica distorta ed egemonica degli Stati Uniti”, ha commentato il ministero e ha avvertito che “molto irresponsabile” calunniare la Cina. Il giornale da parte sua ribadisce in un editoriale che “le trame per annacquare il principio dell’unica Cina dono destinate al fallimento”, perché “è riconosciuto dalla comunità internazionale, comprese le successive amministrazioni degli Stati Uniti dalla normalizzazione delle relazioni diplomatiche sino-americane nel 1979. La Cina ha relazioni diplomatiche con 181 paesi e tutti quei Paesi riconoscono e rispettano il principio della Cina unica. La visita di Pelosi all’isola non può cambiare questo fatto”, sottolinea il quotidiano. 

Quotidiano del Popolo 

Polemizza con gli Usa su Taiwan il People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, che in un editoriale sollecita Washington a “conformarsi al corso dei tempi, interrompere le sue pratiche pericolose e le osservazioni che aggravano le tensioni nello Stretto di Taiwan e seguire le osservazioni del presidente degli Stati Uniti Joe Biden secondo cui gli Stati Uniti non cercano una nuova Guerra Fredda con la Cina” e “non supportano ‘l’indipendenza di Taiwan’”. Gli Usa, invece, non hanno “esercitato la massima moderazione”, come avevano promesso, e si sono incamminati su “una strada sbagliata e pericolosa”. Tanto più che, rileva il quotidiano in un altro articolo di primo piano, gli Usa ieri hanno avviato manovre militari congiunte con la Corea del Sud e ciò “nel pieno della crescente tensione nello Stretto di Taiwan, mostra effettivamente che gli Stati Uniti – il più grande disgregatore della stabilità mondiale oggi – stanno intensificando gli sforzi per aumentare la tensione nella penisola coreana al fine di rafforzare la propria leadership tra i loro alleati e prepararsi sempre più a interferire militarmente negli affari nelle regioni del nord-est asiatico e del Pacifico occidentale”. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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