AGI – Una strage, meglio una carneficina: migliaia di polli da allevamento sono morti per l’ondata di caldo record di questi giorni nel Regno Unito, dentro i capannoni soffocanti nei siti di produzione di Moy Park e Hook 2 Sisters Ltd, in Inghilterra. 

Lo scrive The Independent secondo cui gli uccelli – confinati nei capannoni delle fattorie industriali – soffrivano di temperature fino a 45° C e sono morti lentamente per esaurimento da calore. Secondo alcuni esperti del settore in verità sarebbe “stato fatto poco per proteggerli dalle temperature letali”. 

Il decesso è avvenuto in maniera atroce: la temperatura in alcuni capannoni industriali per polli ha portato gli uccelli “a sbattere e ansimare”, hanno raccontato testimoni che hanno voluto restare anonimi per il timore di perdere il posto di lavoro.

Addirittura un lavoratore di un capannone ha raccontato che gli uccelli sono stati semplicemente “lasciati a morire al caldo” e l’azienda non ha voluto invece investire “in misure di mitigazione come una migliore ventilazione” né tantomeno “adottare misure maggiori per contribuire a migliorare il benessere degli animali”. 

Entrambe le società hanno rifiutato di commentare e hanno reindirizzato al loro ente industriale, il British Poultry Council (BPC). Tant’è che Richard Griffiths, amministratore delegato del BPC, ha dichiarato in una nota scritta: “Purtroppo le temperature estreme hanno portato a eventi di mortalità molto elevati in alcuni allevamenti di pollame”.

Per poi aggiungere: “L’industria ha lavorato a stretto contatto con Defra e altre agenzie governative per supportare gli agricoltori in questo momento devastante e stabilire come le fattorie possono essere rapidamente sgomberate e gli uccelli eliminati in modo sicuro”, infatti “esistono misure di mitigazione per mantenere la salute e il benessere degli uccelli. Come nel caso di altri settori, stiamo esortando tutti i proprietari di pollame a portare avanti queste misure per far fronte a condizioni meteorologiche straordinarie a lungo termine”.

Il Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali (Defra) da parte sua ha affermato di essere “profondamente preoccupato” per la questione e l’entità della mortalità ed ha avviato un’indagine da parte dei funzionari. 

Un episodio simile era già capitato nel 2019 in una fattoria di Moy Park a Kettlethorpe, nel Lincolnshire ma a quel tempo la ditta aveva fatto sapere di aver “implementato procedure per aiutare a proteggere i nostri uccelli dal caldo estremo”.

Quanto all’episodio di questi giorni, invece, un portavoce di Defra ha sottolineato: “è fondamentale che la salute e il benessere degli animali siano protetti e siamo profondamente preoccupati per la recente mortalità dei polli”. 

Ovviamente non è mancata la polemica con gli animalisti. Abigail Penny, direttore esecutivo dell’organizzazione Animal Equality, ha affermato che gli ultimi casi sono tutt’altro che unici e che i giganti delle fattorie industriali non si sono preparati a prevenire le morti di massa: “Mentre il resto del Regno Unito si è fermato, evitando i trasporti pubblici e il sole cocente, l’industria della carne non è riuscita ad agire. Questo approccio ‘normale’ in un’emergenza nazionale ha fatto letteralmente cuocere fino alla morte centinaia di migliaia di polli”. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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