AGI – I mercati hanno ancora paura della recessione ma allo stesso tempo continuano a salire e lo stanno facendo in modo abbastanza sostenuto con l’indice S&P a Wall Street che ieri è avanzato per la quarta sessione consecutiva, eguagliando la sua striscia più lunga dell’anno. Il rimbalzo è ancora piccolo rispetto alle perdite della prima metà del 2022, ma consentono all’indice di uscire dal ‘bear market’ e di portarsi a meno del 20% dal suo picco.

È anche positivo che le ultime due sessioni in rialzo siano arrivate nonostante i bruschi aumenti dei rendimenti dei Treasury, con il 2 anni e il 10 anni entrambi saldamente sopra il 3% ieri e la curva dei rendimenti che per il terzo giorno consecutivo si è invertita, rinnovando il segnale di una recessione in arrivo.

All’inizio di quest’anno, i rapidi movimenti al rialzo del mercato obbligazionario e gli aggressivi commenti della Fed sui tassi spaventavano le Borse, ma questa settimana la paura sembrerebbe essersi attenuata. Secondo Michelle Girard, capo analista di NatWest Markets, il mercato sembra sentirsi più a suo agio con le mosse aggressive della Fed e della Bce, in attesa che l’inflazione da ora in poi possa iniziare a diminuire.

“Il mercato – commenta Girard – ha passato dei bruttissimi momenti a causa dell’inasprimento della politica della Fed, e ora che la banca centrale si impegna a fare di più e che sia l’inflazione, sia l’economia Usa si stanno raffreddando, gli investitori non si sentono più così preoccupati del fatto che la Fed debba agire in modo aggressivo”.

Il prossimo test oggi arriverà dai dati del rapporto sul mercato del lavoro statunitense. “Se i numeri suggeriranno che la crescita dei salari può aver raggiunto il picco e che l’occupazione è ancora forte, allora il mercato potrà tirare un sospiro di sollievo e rafforzare la sua idea che la Fed abbia prezzato abbastanza rialzi per il momento e possa in futuro rallentare”.

In Asia oggi i listini sono in rialzo, nonostante l’attentato all’ex premier Shinzo Abe. La Borsa di Tokyo avanza di circa mezzo punto percentuale e salgono anche Shanghai e Hong Kong. Sui mercati asiatici crescono le speranze che Joe Biden rimuova alcuni dazi dell’era Trump dalle merci cinesi, per abbassare l’inflazione Usa.

E pesa in positivo la notizia secondo cui Pechino starebbe valutando di varare dei grossi stimoli all’economia in difficoltà, consentendo ai governi locali di raccogliere miliardi di dollari attraverso l’emissione di obbligazioni per progetti infrastrutturali. I future a Wall Street sono in calo dopo aver chiuso in deciso rialzo.

Ieri ai mercati sono piaciute le parole di Christopher Waller, uno dei membri del Fomc della Federal Reserve, il quale ha sponsorizzato un rialzo di 75 punti base a luglio e probabilmente di 50 punti base a settembre aggiungendo una nota di ottimismo sull’andamento dell’economia. “Personalmente – ha detto – penso che alcuni dei timori di recessione siano un po’ esagerati”.

Anche un ‘falco’ come James Bullard ieri è piaciuto ai mercati, suggerendo un possibile atterraggio morbido per l’economia. Anche i future sull’EuroStoxx 50 non sono particolarmente brillanti e sono piatti, ma arrivano dopo una seduta molto positiva per le Borse europee, con Milano maglia rosa, che ha guadagnato il 3,05%, mentre Parigi è salita dell’1,6% e Francoforte dell’1,97%. Anche Londra è avanzata dell’1,14% nel giorno in cui il premier Boris Johnson ha gettato la spugna e lasciato la guida dei Tory, riservandosi di restare primo ministro fino all’elezione di un successore a ottobre.

I listini del Vecchio Continente hanno consolidato i guadagni, sulla scia delle minute della Fed di martedì e di quelle della Bce di ieri, dalle quali non sono arrivate sorprese negative in fatto di tassi. La Fed ha confermato le attese di un rialzo dei tassi a luglio di 50-75 punti base e ha conquistato i mercati mostrando ‘tolleranza zero’ sull’inflazione.

Dalle minute della Bce è emerso che alcuni banchieri avevano originariamente proposto di alzare i tassi di più di 25 punti base nella riunione di luglio e che sullo scudo anti-spread si andrà avanti nonostante gli altolà dei ‘falchi’ tedeschi. Lo spread Btp-Bund è tornato ieri sopra la soglia dei 200 punti, a quota 202, per poi chiudere a 198 e il rendimento del Btp decennale è salito al 3,29%.

Il prezzo del greggio, che nei giorni scorso la paura della recessione aveva portato sotto i 100 dollari, è tornato a salire, con il Brent che in Asia è a 105 dollari e il Wti a quota 102. Sul mercato dei cambi, l’euro resta debole a 1,0143 dollari e lo yen risale sotto quota 136 dollari. In deciso progresso il prezzo del gas, che ad Amsterdam avanza dell’8,4% a 185,4 euro al Megawattora.

Oggi, oltre ai dati sul mercato del lavoro Usa, sono attesi gli interventi di Christine Lagarde e del presidente della Fed di New York John Williams. In Indonesia si è aperto il G20 dei ministri degli Esteri, con una girandola di incontri bilaterali, mentre è escluso un vertice tra il russo Lavrov e l’americano Blinken.

Ieri da Mosca sono arrivate parole dure sulla guerra. Nel pieno dell’offensiva sul Donbass, Vladimir Putin ha detto che la guerra in Ucraina è appena cominciata, perché “non abbiamo ancora iniziato a fare le cose sul serio”.

All’Occidente il presidente russo ha lanciato l’ennesimo guanto di sfida: “Se vogliono sconfiggerci sul campo, ci provino”. Nell’agenda del G20 di Bali le discussioni si incentreranno sulla crisi alimentare, le tensioni sull’energia (con una parte dedicata alla diversificazione delle fonti) e le altre sfide legate all’aggressione russa, oltre che sulla cooperazione per far fronte all’aumento dell’inflazione globale e per evitare una pericolosa recessione. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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