AGI – Il presidente cinese, Xi Jinping, ha elogiato il modello “un Paese, due sistemi”, che lega Hong Kong alla Cina dopo la fine dell’era coloniale britannica, ma avverte che tutti i residenti della città devono “rispettare coscienziosamente” il sistema socialista cinese e la leadership del Partito Comunista.

Xi ha tenuto un discorso per i 25 anni dal ritorno di Hong Kong alla Cina nel secondo giorno di visita nella città.

Accompagnato dalla moglie, Peng Liyuan, Xi è arrivato a Hong Kong dopo la notte trascorsa a Shenzhen, intorno alle dieci del mattino, ora locale, senza partecipare alla cerimonia dell’alzabandiera, per le celebrazioni dell’anniversario e per il giuramento del nuovo leader, John Lee Ka-chiu, che succede a Carrie Lam alla guida della regione amministrativa speciale cinese.

Xi è entrato al fianco di Lee allo Hong Kong Convention and Exhibition Center e, dopo l’esecuzione dell’inno nazionale cinese, ha presenziato alla cerimonia di giuramento del nuovo leader, già sanzionato dagli Stati Uniti per il ruolo avuto nella repressione delle proteste pro-democrazia del 2019.

Lee ha pronunciato la formula in mandarino, la lingua della Repubblica Popolare Cinese, e al termine si è prodotto in un inchino.

Niente strette di mano per i due, che hanno sempre tenuto la mascherina sul volto, ma solo una posa per la foto, in osservanza alle regole di distanziamento sociale per il contrasto al Covid-19.

Nel suo discorso, durato circa trenta minuti e pronunciato senza mascherina, Xi ha elogiato il modello che lega Hong Kong alla Cina.

La pratica di “un Paese, due sistemi”, che molti osservatori ritengono profondamente erosa dopo la repressione delle proteste pro-democrazia con l’imposizione di una legge sulla sicurezza nazionale, “soddisfa gli interessi fondamentali del Paese e del popolo cinese”, ha detto Xi, e “non c’è alcuna ragione di cambiare un sistema così buono” che “deve essere perseguito nel lungo termine”.

Il potere politico, ha detto Xi, deve essere “saldamente” nelle mani dei patrioti “e questo principio non deve essere mai compromesso”.

La giurisdizione della Cina su Hong Kong, ha aggiunto, è la base per l’alto grado di autonomia della città – formalmente garantito dalla Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong – e la città “non può permettersi di cadere nel caos”, ha detto in un riferimento indiretto alle proteste che hanno imbarazzato Pechino.

Il messaggio, che suona quasi come un avvertimento, è che Hong Kong deve rispettare il sistema socialista e la leadership del Partito Comunista Cinese.

“Tutti i residenti devono coscienziosamente rispettare e mantenere il sistema fondamentale del nostro Paese”, e l’attuazione del modello “un Paese, due sistemi”, ha detto, creerà “immense opportunità di sviluppo”.

Forti venti e l’allerta per il tifone Chaba hanno scandito la mattina del secondo giorno di visita di Xi a Hong Kong, la prima fuori dal territorio della Mainland China dall’inizio del 2020, quando scoppiò il focolaio di Covid-19 di Wuhan.

Xi si era recato a Hong Kong, l’ultima volta, nel 2017, per i venti anni dal ritorno alla Cina e per l’insediamento di Carrie Lam.

Già subito dopo l’arrivo, ieri, Xi ha elogiato Hong Kong per essere “rinata dalle ceneri” dopo “difficoltà e sfide” affrontate negli ultimi anni, e oggi il nuovo capo esecutivo di Hong Kong ha sottolineato che la regione amministrativa speciale cinese “ha ripristinato la stabilità dopo il caos”.

Alla narrazione cinese degli ultimi anni si contrappone quella del primo ministro britannico, Boris Johnson, che ieri ha accusato Pechino di “non avere adempiuto ai propri obblighi” dopo la restituzione di Hong Kong alla Cina.

Critiche sono arrivate anche da uno dei nomi più noti dell’attivismo pro-democrazia di Hong Kong, Nathan Law, che vive in esilio a Londra.

“La città ha una sola voce dominante e le altre sono state sradicate”, ha commentato su Twitter, ricordando gli attivisti pro-democrazia oggi in carcere e le restrizioni ai media per la copertura dell’evento odierno, definendole “cose che succedono solo negli Stati autoritari”.

Hong Kong, ha aggiunto, “è quieta e ‘armoniosa’ perché ha perso la sua diversità politica e la libertà di espressione. È il fallimento di ‘un Paese, due sistemi’, non il successo”. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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