AGI – In linea con gli annunci dei mesi scorsi, Dazn, il sistema di streaming tv on demand attuale licenziatario della campionato di calcio italiano, cambia le condizioni contrattuali e applica una stretta sulla condivisione dei contenuti, a partire dal prossimo 2 agosto, prevedendo un aumento dei costi.

Il prezzo dell’abbonamento – come da comunicazione pervenuta in queste ore agli utenti – passerà infatti dagli attuali 19,99 euro ai 29,99 al mese. Pagando questa somma, sarà possibile registrare fino a due dispositivi all’App Dazn e si potranno guardare i contenuti in contemporanea da due purché connessi alla rete Internet della stessa abitazione.

È possibile anche utilizzare Dazn in mobilità ma non mentre viene utilizzato l’altro dispositivo registrato. Questo perché “l’account Dazn è personale e non può essere condiviso. Solo chi vive con te può usare il tuo account Dazn, secondo le modalità prescritte”, è il messaggio recapitato agli utenti.

A partire da settembre 2022, “giorno variabile a seconda della data di addebito del tuo abbonamento”, ci si può abbonare al piano previsto da Dazn Plus, al costo di 39,99 euro al mese, che “permette di registrare fino a sei dispositivi e guardare i contenuti in contemporanea da due dispositivi tra quelli registrati anche se non connessi alla rete Internet dell’abitazione”.

Nella stagione calcistica appena conclusa non erano mancate le polemiche per tutte quelle forme di pirateria che, secondo Dazn, pesavano sugli introiti, a causa di un uso illegale dei sistemi della piattaforma. I problemi erano legati alla modalita’ di condivisione dei contenuti. Dazn, infatti, aveva previsto che i suoi contenuti potessero essere visti, con un unico account ed un unico abbonamento, su più device. E cio’ aveva portato a forme di aggiramento delle regole, con abbonamenti condivisi per dividerne le spese.  

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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