AGI –  Il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill, è nella lista degli individui da sanzionare per l’invasione russa dell’Ucraina presentata dalla Commissione europea agli ambasciatori Ue. Il sesto pacchetto di sanzioni, il più duro fra quelli approvati finora, prevede anche l’embargo al petrolio russo entro l’anno, misura che suscita molte resistenze.

Quanto alle sanzioni contro il patriarca Kiril, immediata la reazione del patriarcato di Mosca che guarda con “scetticismo” ai piani della Commissione. “Vorrei ricordare agli autori delle iniziative sanzionatorie che il Patriarca proviene da una famiglia i cui membri sono stati oggetto di repressione per decenni a causa della loro fede, durante il periodo dell’ateismo militante comunista”, ha dichiarato su Telegram il portavoce della Chiesa ortodossa russa, Vladimir Legoyda. “Nessuno di loro ha avuto paura di reclusione o rappresaglie”, ha ricordato, “quindi bisogna essere completamente estranei alla storia della nostra Chiesa per intimidire il suo clero e i suoi credenti, inserendoli in liste nere”, ha avvertito Legoyda.

La Chiesa ortodossa russa ha anche criticato le parole del Papa sul suo colloquio con il Patriarca Kirill, nell’intervista del Pontefice al Corriere della Sera. “Dispiace che un mese e mezzo dopo il colloquio con il patriarca Kirill, papa Francesco abbia scelto il tono sbagliato per riferire il contenuto di questa conversazione“, si legge in un comunicato del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne della Chiesa ortodossa russa.

“È improbabile che le affermazioni” del Papa relative al suo colloquio con il Patriarca Kirill, “contribuiscano all’instaurazione di un dialogo costruttivo tra la Chiesa cattolica romana e quella russo ortodossa, in questo momento particolarmente necessario” ha aggiunto il Patriarcato di Mosca. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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