AGI – La Cina respinge l’ordine di evacuazione del personale non essenziale del Consolato Usa di Shanghai a causa dell’ondata di contagi che sta colpendo la città come una “politicizzazione e strumentalizzazione” della questione, e avverte gli Stati Uniti di smettere di “diffamare” la Cina.

L’ordine di evacuazione è stato accolto con “forte insoddisfazione” da Pechino, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian. “Ci opponiamo fermamente e abbiamo protestato con gli Stati Uniti”, ha aggiunto il portavoce. Gli Stati Uniti, ha proseguito, “dovrebbero smettere immediatamente di attaccare la politica cinese di prevenzione dell’epidemia, smettere di usare l’epidemia per impegnarsi in manipolazioni politiche e smettere di diffamare la Cina”.

Ma perché la Cina è ancora obbligata a ricorrere ai lockdown? Secondo l’epidemiologo pugliese, ex assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, “la politica cinese è stata sbagliata sulla base del razionale scientifico e inapplicabile se non con l’uso estensivo della forza e delle limitazioni dei diritti”.

“Voglio essere clemente e non parlo dell’uso dei disinfettanti a iosa” afferma l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene alla Facoltà di Medicina dell’Università del Salento, analizzando l’emergenza sanitaria da Covid-19 che sta interessando la città di Shanghai, in Cina, dove le autorità hanno imposto il lockdown. “Nel 2022, quando il resto del mondo ha già sperimentato fra le 4 e le 6 ondate pandemiche – sottolinea Lopalco – e sta progressivamente abbandonando lo stato di emergenza pandemica e allentando anche le più blande misure, Shanghai è sottoposta a un impressionante lockdown. Il responsabile di questa situazione, non finirò mai di dirlo, è il coronavirus. Ma se si è arrivati a questa situazione paradossale e in controtendenza con il resto del mondo lo si deve a politiche sanitarie palesemente sbagliate. Prima fra tutte la follia della politica zero-Covid”.

Lopalco spiega che se “un virus pandemico dilaga, l’unica cosa che si può attuare, tecnicamente, è una politica di mitigazione”. Occorre, in sostanza, “rallentare la corsa del virus fino a che, possibilmente con l’aiuto della vaccinazione, non si raggiunga una condizione di equilibrio con il virus, la famosa immunità di comunità”.

Lopalco aggiunge: “In assenza di una progressiva acquisizione di immunità, si dovrebbe pertanto ipotizzare di rendere ermetico a un virus respiratorio un intero Paese per un tempo indefinito. Chiunque capirebbe l’assurdità di tale ipotesi. Il coronavirus, infatti, è un virus non eradicabile e continuerebbe comunque a circolare nel resto del pianeta. Un altro errore, ovviamente non voluto, è stata – afferma ancora lo studioso – la scelta di un vaccino poco efficace. Purtroppo sappiamo poco o nulla sulle coperture vaccinali cinesi. Ma sappiamo per certo che abbiano usato dei vaccini di scarsa qualità in termini di efficacia. Nonostante gli sforzi, dunque, in assenza di circolazione virale e senza immunità acquisita con la vaccinazione, l’inevitabile ingresso del virus trova il Paese come fosse la prima ondata. È stato come voler difendere un pagliaio – fa notare Pier Luigi Lopalco – al centro di una foresta in fiamme. Si può controllare quanto si vuole, ma una favilla arriva prima o poi a dar fuoco alla paglia. Puoi far tamponi a milioni e applicare quarantene e zone rosse a migliaia. Ma se non si toglie carburante al fuoco, l’incendio è inevitabile”.

Lopalco mette in guardia sulla pericolosità del virus in assenza di misure in grado di contrastarne la diffusione. “Quello che sta succedendo a Shanghai, infine, ci insegna cosa sia davvero questo virus – riflette l’epidemiologo – anche nella sua variante cosiddetta ‘buona’, la variante Omicron. In assenza di una valida barriera immunitaria, produce disastri. Altro che raffreddore. Gli ospedali da campo tirati su in fretta e furia a Shanghai sono pieni di pazienti colpiti da Omicron che non respirano e lottano per la vita. Tali e quali a quelli di Wuhan. Ma, come temo, anche questa lezione – conclude Pier Luigi Lopalco – che ci viene dalla pandemia resterà inascoltata”.l 100%. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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