AGI – Con un comizio a Perpignan durato meno di un’ora, Marine Le Pen ha concluso la sua campagna elettorale per il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che si terrà domenica 10 aprile.

In una sala gremita di sostenitori che sventolavano la bandiera nazionale, Le Pen ha sferrato un attacco al suo principale avversario, il presidente uscente Emmanuel Macron.

“Una donna all’Eliseo sarebbe finalmente un cambiamento, un primo cambiamento”, ha esordito la candidata nazionalista sottolineando che queste presidenziali saranno determinanti per il futuro del Paese.

“Macron – ha poi affermato la leader del Rassemblement National – ha fallito come capo dello Stato” e con la vicenda McKinsey “ha mostrato tutto il suo disprezzo e, forse, anche la sua mancanza di fiducia verso milioni di dipendenti pubblici. A loro – ha aggiunto Le Pen – esprimo tutta la mia fiducia e dico che il paese ha bisogno di loro”.

Inoltre, “Macron ha incoraggiato la speculazione, mentre io incoraggerò la trasmissione fra le generazioni”. Le Pen ha quindi affrontato il problema della sicurezza e la questione dell’immigrazione.

Abbiamo quartieri interi e anche città intere che non sono più sotto l’autorità della Repubblica, basta con la legge dei capi bande e degli islamisti! Ma anche basta alla legge della Finanza”.

E per quanto riguarda l’immigrazione, “con me – ha assicurato Le Pen – diventerà francese solo chi lo merita. Spetterà ai francesi decidere chi entra e chi può restare nel Paese e a nessun altro”. Insomma, ha sottolineato la figlia di Jean-Marie, fondatore del Fronte Nazionale, “con me vigerà un principio semplice, non negoziabile: i francesi sono padroni a casa loro”.

Una cosa è certa, ha poi aggiunto: “Qualunque straniero dovrà avere i mezzi per sopravvivere senza essere preso in carico dallo Stato”. “E gli stranieri per bene non devono avere nessuna paura, potranno continuare a vivere in un Paese più sicuro, più giusto”. 

Per Le Pen i francesi devono anche fare una scelta fra la globalizzazione selvaggia e il ritorno a un modello economico “più virtuoso”. “Con me – ha proseguito – ci sara’ un solo criterio: qual è l’interesse per la Francia, per i francesi?”.

Non è mancato un attacco all’Ue, al suo potere “così lontano ma così opprimente e così arrogante”.

“L’Europa che vogliamo – ha chiarito – è quella delle nazioni e la faremo con gli alleati che negli altri Paesi europei non aspettano altro”.

Interrotta più volte al grido ‘Marine presidente’, Le Pen ha ribadito che intende porre fine all’impoverimento delle persone anziane: “Con me non ci sara’ nassuna pensione inferiore a mille euro”, ha affermato.

La candidata nazionalista ha anche attaccato Macron per la sua intenzione di innalzare l’età pensionabile: “È una ingiustizia sociale terribile, perche’ chi inizia a lavorare giovane è giusto che vada in pensione prima”.

Le Pen ha quindi ribadito che intende rafforzare le forze dell’ordine aumentando l’organico e investire 55 miliardi nelle forze armate. Se eletta presidente, ha continuato, “lancerò un fondo sovrano potente e i francesi saranno i primi azionisti della ‘Casa Francia’.

Cambieremo modello economico. Non siamo comunisti – ha sottolineato – ma voglianmo rinnovare il modello economico rendendolo più virtuoso, basato sulle pmi e sul patriottismo economico, sull’indipendenza energetica, agricola e alimentare”. Infine, l’appello all’unita’ (come Macron): “Mi rivolgo a tutti francesi, di tutte le origini, di tutte le religioni: il nostro bel paese ha bisogno di voi. L’unità – ha sottolineato – è l’antidoto alle fratture del nostro Paese, che la nostra classe dirigente non ha saputo dominare e, anzi, a volte ha peggiorato”.

Il comizio si è concluso con alcuni giovani che hanno raggiunto Le Pen sul palco e, insieme a lei e al resto della sala, hanno intonato l’inno nazionale, la Marsigliese. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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