AGI – Riuscirà Elon Musk dove ha fallito Kim Kardashian? Dopo aver sborsato 3,8 miliardi di dollari, il ceo di Tesla è diventato il principale azionista di Twitter e si è conquistato una poltrona nel board della compagnia.

Primo “provvedimento”: un sondaggio in cui chiede ai suoi follower se vogliono il “tasto edit”.

Cioè la possibilità di modificare un tweet già pubblicato. L’esito non ha sorpreso: tre utenti su quattro hanno risposto di “sì”.

Quella della possibile correzione è infatti una richiesta avanzata da anni, senza però mai aver trovato concretezza.

Già nel 2013 era trapelata da una fonte interna la notizia – riportata da The Desk – secondo cui Twitter stesse lavorando alla nuova funzionalità.

Le primissime indiscrezioni risalivano però ad almeno un paio d’anni prima. Nel 2015 ci ha provato anche Kim Kardashian, scrivendo una mail alla società per chiedere di introdurre la correzione, quantomeno per piccole modifiche e refusi.

La risposta era arrivata dal ceo e fondatore Jack Dorsey, con un cinguettio: “Grande idea, siamo sempre alla ricerca di modi per rendere le cose più rapidi e semplici”. Poi, però, nulla.

Neppure quando, nel 2017, la piattaforma rinuncia al totem dei 140 caratteri portando il limite a 280.

Molti utenti si aspettavano un cambiamento a cavallo tra il 2018 e il 2019. In quei mesi, infatti – pungolato dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica – Twitter aveva introdotto consistenti novità grafiche ed eliminato il conteggio in tempo reale dei follower. Ma, ancora una volta, niente tasto “correggi”.

 Sempre in quel periodo delicato, Dorsey aveva spiegato il perché: “Non possiamo creare qualcosa che esclude informazioni di dominio pubblico”.

In altre parole, secondo il fondatore la funzionalità permetterebbe di correggere ciò che non è più gradito, condizionando la discussione limitando uno dei più grandi pregi di Twitter: essere un gigantesco archivio, nel quale è possibile cancellare ma non modificare le affermazioni cinguettate.

Vista questa esigenza, diversi utenti hanno avanzato soluzioni che potessero mediare, ad esempio con la possibilità di modifica limitata nel tempo (anche a pochi minuti).

Nulla: nel 2020 Dorsey ha sottolineato che, probabilmente, la funzionalità non sarebbe “mai” stata introdotta.

Adesso però Musk e la sua quota miliardaria sembrano aver riaperto la questione.

Poche ore dopo il sondaggio del nuovo grande azionista, Twitter ha confermato che “sì, ci stiamo lavorando dallo scorso anno”, anche se “no, l’idea non e’ arrivata dal sondaggio”.

L’attuale ceo, Parag Agrawal, lo ha rilanciato, raccomandando di “votare con attenzione” perché “i risultati avranno conseguenze”.

Jay Sullivan, il responsabile consumer product di Twitter, ha fornito qualche elemento in piu’: ci sara’ “un test nei prossimi mesi, partendo da Twitter Blue”, la versione su abbonamento della piattaforma.

“Da anni è la funzionalità più richiesta. Le persone vogliono essere in grado di correggere errori (a volte imbarazzanti)”.

C’è un però: “Senza limiti di tempo, controlli e trasparenza su ciò che è stato modificato”, il tasto edit “potrebbe essere utilizzato in modo improprio per alterare la conversazione pubblica. Proteggerne l’integrità è la nostra massima priorita’”.

Pertanto “ci vorrà del tempo” prima che la possibilità di correggere sia aperta a tutti. Dalle parole di Sullivan emergono quindi almeno due punti.

Primo: Twitter ci sta lavorando ma ci andrà piano, perchè il problema centrale resta quello sottolineato qualche anno fa da Dorsey: dare il via libera alle modifiche moltiplica il rischio di manipolare la conversazione.

Secondo: non sembra esserci spazio per una correzione permanente. Si va quindi verso una modifica a tempo. Anche Musk ha voluto partecipare alla discussione, nel suo stile, con due meme. Il primo raffigura un domino formato da tasselli via via più grandi. Il piu’ piccolo rappresenta “la vendita di Zip2 a Compaq per 305 milioni”, cioé la prima grande operazione di Musk.

L’ultimo è invece “l’introduzione del tasto edit su Twitter”. Come a dire – con ironia – che tutta la carriera di Musk ha innescato una serie di eventi chiusi con la nuova funzionalità. Non contento, il fondatore di Space X ha pubblicato un’altra immagine: risale a qualche anno fa, quando fumo’ marijuana durante una diretta radiofonica. È accompagnata dalla frase “il prossimo board di Twitter sarà acceso”.

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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