AGI – E’ stato ritrovato morto Sasha, il bimbo ucraino di 4 anni, che si era perso durante l’evacuazione dalla regione di Kiev, a metà marzo. Il piccolo era nel distretto di Vyshhorod con sua nonna quando il 10 marzo i russi hanno circondato la zona. E mentre le truppe di Mosca bombardavano l’area, la gente del posto ha cercato di fuggire con le barche sul fiume Dnepr. Quella con Sasha si è capovolta: erano morti tutti quelli a bordo, nonna compresa, ma di Sasha si erano perse le tracce; e il fatto che fosse l’unico ad avere il giubbotto di salvataggio aveva alimentato le speranze. La notizia del suo decesso è stata data dalla mamma su Instagram e Faceboook.

Il bimbo viveva on la sua famiglia a Vyschhorod, una cittadina di 25mila abitanti situata alla periferia di Kiev. All’arrivo dei militari russi, la nonna e altri otto abitanti del quartiere avevano deciso di fuggire in tutta fretta, approfittando di una piccola barca.

Dopo la tragedia, Anna Yakhno, la mamma di Sasha, non aveva perso la speranza e per quasi un mese aveva lanciato appelli sui social, appelli che erano stati condivisi decine di migliaia di volte. “Crediamo in un miracolo“, aveva scritto qualche giorno fa. Secondo Child Focus, Sasha era l’unico a indossare un giubbotto di salvataggio. Si era sperato dunque che non fosse annegato ma fosse stato preso da altri profughi e nel frattempo vivesse altrove; tanto che era stato lanciato un allerta di ricerca europea e il piccolo era stato inserito nella lista dei bambini scomparsi.

Adesso l’annuncio della madre in lutto: “Oggi abbiamo trovato il corpo di Sasenka. Ringrazio tutti coloro che hanno sperato, che hanno aiutato le ricerca, grazie a tutti per le vostre preghiere e fede, grazie per il vostro sostegno. Sasenka, il nostro angioletto è già in paradiso. Oggi la sua anima è in pace”. 

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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