AGI – Il piccolo movimento del curling italiano sgomita tra le superpotenze mondiali: con il bronzo della squadra maschile agli Europei in Norvegia, il secondo in tre rassegne continentali guadagnato con un 10-4 ai padroni di casa, ora guarda fiducioso ai Giochi olimpici invernali di Pechino 2022.

In mezzo, però, c’è da superare il torneo di qualificazione olimpica che si svolgerà tra due settimane in Olanda. Due le squadre azzurre a caccia degli ultimi tre pass olimpici, quella maschile e quella femminile.

Se per gli uomini la qualificazione al torneo olimpico è difficile ma non impossibile, per le donne serve quell’impresa che lo sport italiano nel 2021 ha tante volte regalato. L’Italia del curling conta su 400 appena tesserati che ruotano su tre poli principali, Pinerolo in Piemonte, Cembra in Trentino e Cortina d’Ampezzo.

Il movimento italiano dello sport degli stone (pietre levigate dotate di impugnatura) e delle ‘scopette’ che servono per influenzare la traiettoria, fissa i suoi natali nel 1953 proprio al cospetto delle Tofane e del Cristallo.

Cortina avrebbe dovuto ospitare le gare dei Giochi del 2026 ma sono state trasferite a Milano con l’obiettivo di far avvicinare sempre di più ragazze e ragazzi a questo nobile sport nato a metà del 1500 tra Scozia e Paesi Bassi.

In Lombardia c’è un notevole sviluppo ma paga la presenza di un solo impianto, del resto decentrato, a Bormio. Attività anche a Claut in Friuli e persino a Monsano in provincia di Ancona dove c’è una piccola pista ghiacciata.

Oggi a Lillehammer, la cittadina che nel 1994 ospitò le Olimpiadi più belle, più romantiche, più vincenti per l’Italia degli sport della neve e del ghiaccio con 20 medaglie (7 ori) conquistate, la squadra maschile ha conquistato una storica medaglia di bronzo, la terza di sempre a una rassegna continentale dopo i bronzi di Varese 1979 e Tallinn 2018.

Il quartetto azzurro composto da Joel Retornaz, skip e giocatore simbolo del curling in Italia, Sebastiano Arman (second), Simone Gonin (lead) ed Amos Mosaner (third), ha battuto per 10 a 4 la Norvegia padrone di casa.

L’Italia ha iniziato la partita realizzando cinque punti nei primi tre end subendone solo uno. La gara si è conclusa anticipatamente all’ottavo end complici anche alcuni errori degli scandinavi.

“Sicuramente è un ottimo risultato ma ora dobbiamo guardare con fiducia alle qualificazioni olimpiche a Leeuwarden – dice all’AGI, Eros Gonin, responsabile del settore curling in seno alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio –. Le squadre che concorrono per il pass sono nove, tre si qualificano. Se tra gli uomini è un obiettivo come dice ‘alla portata’, molto più difficile è per le ragazze. Per il momento in curling azzurro ha qualificati ai Giochi il doppio misto con Amos Mosaner e Stefania Constantini. Paghiamo le poche piste molte di esse anche decentrate”.

Parlando del  movimento italiano degli stone, Gonin dice, “il boom è arrivato dopo le Olimpiadi di Torino 2006 ma la mancanza di impianti che non consentono lo sviluppo a differenza della vicina Svizzera che conta su 293 piste e 8500 praticanti”.

In merito all’espansione sullo scacchiere internazionale, il dirigente federale precisa, “il Canada è la Nazione top con un milione e 150 mila tesserati agonisti e negli ultimi anni c’è una forte espansione a Est, in particolare in Russia senza dimenticare che i Paesi asiatici quali Corea del Sud, Cina e Giappone dopo i Giochi di PyeongChang 2018 stanno investendo molto”.

Con la testa già proiettata alla qualificazione olimpica è la squadra azzurra. “Questo bronzo che ci dà fiducia per dicembre quando si disputerà il torneo di qualificazione olimpica che vogliamo raggiungere a tutti i costi – dice Joel Retornaz –. Tenevamo molto a questo bronzo anche se resta un po’ di rammarico per la sconfitta in semifinale contro la Svezia campioni del mondo e d’Europa in carica”.

Fonte: Agi.it

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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