Forme asimmetriche di decentramento potrebbero offrire soluzioni flessibili ed efficaci per prevenire i conflitti intergovernativi, accentuati dall’emergenza Covid-19. Ma come garantire vantaggi alle regioni con pi? autonomia senza danneggiare le altre?
Decentramento asimmetrico: una regola pi? che un’eccezione
La decisione di assegnare la responsabilit? delle politiche pubbliche ai livelli inferiori di governo ? legata al bilanciamento tra vantaggi e svantaggi della fornitura centralizzata di beni e servizi pubblici rispetto a quella decentralizzata. Nella pratica, risulta spesso non ottimale per il governo centrale assegnare tali responsabilit?, unite all’autonomia, in modo uniforme a tutti gli enti sub-centrali per ragioni ideologiche (per esempio, diverso allineamento politico), di efficienza (per esempio, diversi costi di fornitura) o di equit? (per esempio, diversa distribuzione di risorse tra territori). A prescindere dalle motivazioni, si potrebbero delineare nuovi assetti istituzionali caratterizzati da un livello asimmetrico di decentramento.
In Italia, la richiesta di autonomia differenziata ? stata recentemente avanzata, sulla base dell’art. 116 della Costituzione, da nove regioni e in due, Lombardia e Veneto, nel 2017 si ? tenuto un referendum che ha confermato l’istanza da parte dei cittadini, anticipando le trattative con il governo centrale. Nello stesso anno, l’Emilia-Romagna ha, invece, impegnato direttamente il presidente della regione per iniziare simili trattative con lo Stato. Come evidenziato qui in un precedente articolo, per avere successo, il negoziato dovrebbe essere svolto in collaborazione, e non certo in opposizione, tra stato e regioni. Anche perché il decentramento asimmetrico pu? generare distorsioni che richiedono opportuni correttivi, affinché ci possano essere vantaggi per il sistema paese, come abbiamo mostrato in un recente lavoro.
Luci, ombre e possibili correttivi
Uno dei principali vantaggi del decentramento differenziato ? quello di consentire alle regioni che dimostrano di essere pi? efficienti del governo centrale nell’erogazione di beni e servizi pubblici di poterli gestire con costi pi? bassi. Il decentramento asimmetrico permetterebbe dunque alle regioni pi? efficienti di ottenere funzioni aggiuntive da gestire in autonomia, mentre in tutte le altre la fornitura di quei servizi rimarrebbe centralizzata.
Bisogna, tuttavia, considerare che alle decisioni prese a livello centrale partecipano i rappresentanti di tutte le regioni. Il meccanismo pu? generare problemi poiché le regioni che hanno decentrato potrebbero assumere comportamenti opportunistici, influenzando a proprio favore le decisioni di fornitura anche nelle altre regioni, e potrebbero trascurare le molteplici esternalit? generate in seguito al decentramento asimmetrico.
Affinché il decentramento asimmetrico possa funzionare per i cittadini di tutte le regioni sono necessari correttivi. Il primo potrebbe riguardare la rimodulazione istituzionale dei poteri decisionali in seno al governo centrale: i rappresentati delle regioni che hanno decentrato non dovrebbero pi? poter decidere sulla fornitura destinata alle altre regioni o il loro peso in tali decisioni dovrebbe essere minore.
Un altro correttivo passa per i meccanismi di compensazione tra regioni. Se le regioni che hanno l’incentivo a decentrare sono quelle pi? ricche ed efficienti (ossia con costi di fornitura pi? bassi), come sembra suggerire l’esperienza italiana, allora con opportuni trasferimenti ? possibile trovare un accordo che permetta a tutte di beneficiare del decentramento asimmetrico. Tutto dipende dall’esistenza di effettivi guadagni di efficienza per le regioni che hanno ottenuto maggiore autonomia e dalla loro disponibilit? a trasferirne una parte alle altre regioni. Va detto che tali trasferimenti si giustificano con la necessit? di compensare le regioni che subiscono una perdita secca di benessere dal decentramento asimmetrico dovuta, per esempio, alla mancata internalizzazione delle esternalit?.
Opportunit? del decentramento asimmetrico
Con entrambi i correttivi, resta rilevante il ruolo che pu? – e dovrebbe – giocare il governo centrale. In primo luogo, continuando a promuovere la cooperazione istituzionale tra i diversi livelli di governo, anche in presenza di forme differenziate di autonomia concesse ad alcune regioni. In secondo luogo, garantendo alle regioni che non hanno decentrato (perché non hanno voluto o potuto) una fornitura adeguata ed efficiente di beni e servizi pubblici. L’esperienza internazionale (Belgio, Spagna, Germania, Regno Unito) ci suggerisce che forme di decentramento asimmetrico non andrebbero necessariamente a peggiorare i divari territoriali all’interno di un paese, se opportunamente integrate con strumenti di perequazione e ispirate a principi di cooperazione.
In conclusione, il decentramento asimmetrico attuato nei moderni stati potrebbe riflettere il risultato di accordi volontari e virtuosi tra stato e governi regionali, piuttosto che dar luogo a guerre di conquista o minacce di secessione, per gestire con successo la governance multilivello.
Comunicato Stampa
FABIO FIORILLO
Professore Associato in Scienza delle Finanze presso l’Universit? Politecnica delle Marche
MICHELE GIURANNO
Professore Associato in Scienza delle Finanze presso l’Universit? del Salento
AGNESE SACCHI 
Professore Associato in Scienza delle Finanze presso La Sapienza Universit? di Roma e membro del Governance and Economics research Network (GEN) dell’Universit? di Vigo

Di Antonio Signoriello

Sono Antonio Signoriello, Blogger ed Esploratore di notizie in rete. "Il blogger è una persona che si occupa di un blog perché qualcuno glielo chiede oppure, ed aggiungerei che sfortunatamente è il caso più frequente, perché nessuno glielo chiede" (Nonciclopedia)

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